Sostegno a distanza

in Lituania

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Relazione Annuale 2008


AVSI: dal 1972 in cammino per la dignità della persona

 

La Fondazione AVSI è un’organizzazione non governativa senza scopo di lucro nata nel 1972 e impegnata con circa 111 progetti di cooperazione allo sviluppo in 39 paesi del mondo: America Latina, Africa, Est Europa, Medio Oriente, Asia.

 

LA MISSIONE

 

La missione di AVSI è sostenere lo sviluppo umano nei paesi più poveri del mondo nel solco dell'insegnamento della Dottrina Sociale Cattolica con particolare attenzione all'educazione e alla promozione della dignità della persona umana in tutte le sue espressioni. Il dramma che molte popolazioni stanno vivendo va combattuto tenendo conto dell'unicità dell'uomo con un progetto di sviluppo che guardi all'educazione come strumento per far emergere i talenti. Solo in questo modo è possibile consolidare un modello di sviluppo che faccia crescere gli uomini e, con loro, la pace.

IL METODO

 

1.     Centralità della persona

2.     Partire dal positivo

3.     Fare con

4.     Sviluppo dei corpi intermedi e sussidiarietà

5.     Partnership

I SETTORI DI INTERVENTO

 

 

RICONOSCIMENTI

 

AVSI è riconosciuta dal 1973 dal Ministero degli Affari Esteri Italiano come Organizzazione non governativa di cooperazione internazionale; è registrata dal 1991 come Organizzazione Internazionale presso l’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale degli Stati Uniti (USAID); è accreditata dal 1996 presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite di New York (ECOSOC); è accreditata con status consultivo presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo dell’Industria di Vienna (UNIDO); è accreditata con status consultivo presso il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia di New York (UNICEF); è inserita nella Special List delle organizzazioni non governative dell’Organizzazione Internazionale delle Nazioni Unite per il Lavoro di Ginevra (ILO).


Il contesto sociale

in Lituania

 

§       Abitanti: 3,4 miln.

§       Capitale Vilnius: 542 809 abitanti

§       Bambini (fino a 18 anni): 777.000 (22 % della popolazione)

§       Bambini abbandonati: 3006 nel 2006 rispetto a 2597 nel 2001

§       Famiglie socialmente a rischio 13.496 con 31.351 bambini

§       Bambini privati dalla cura dei genitori: 14100

§       57 % ricevono cura presso le famiglie

§       1 % nelle case famiglie

§       42% case di accoglienza e instituti

§       Divorzi 55%

 

L’analisi dei dati statistici relativi alla Lituania evidenzia alcune problematiche sociali emerse nel decennio seguente la caduta del Comunismo: l’abbandono minorile, il divorzio, l’alcolismo, la povertà economica, l’emarginazione. Secondo i dati statistici forniti dal Comitato per la Difesa dei Diritti dei Bambini istituito dal Ministero degli Affari Sociali della Repubblica Lituana, il numero dei bambini abbandonati o senza il sostegno dei genitori nel 2002 ammonta a 13.452, mentre nel 2003 a 14.733. Secondo la ricerca effettuata le cause dell’abbandono minorile sono molteplici: problematicità della situazione familiare, limitazione dei diritti della potestà genitoriale, casi di famiglie monoparentali in cui l’unico genitore non si occupa dei figli, morte di entrambi i genitori, violenze e maltrattamento, espresso rifiuto da parte dei genitori di occuparsi dei figli, povertà economica e altre cause.

Ogni anno circa 3.000 bambini usufruiscono di un affidamento familiare o istituzionale; nel 2003 negli Istituti e nelle case di accoglienza hanno vissuto 6.746 bambini e nelle 44 case famiglia 359 bambini.

Per i minori che si trovano negli Istituti o in strutture di accoglienza è evidente la mancanza non solo di infrastrutture materiali di base, ma anche di operatori sociali adeguatamente preparati per il lavoro con i minori, soprattutto per quanto riguarda la loro reintegrazione in famiglia e nella società. Questi bambini hanno difficoltà di adattamento e di inserimento, sono socialmente chiusi, demotivati e sono soggetti a rischio nell’uso di alcool e di droga; talvolta si manifestano anche comportamenti di tipo delinquenziale. Nel momento in cui i ragazzi, compiuti i 18 anni, escono dagli istituti, si ritrovano in situazione di totale abbandono: senza casa, senza famiglia e con pochissimi oggetti personali senza ben sapere dove andare e cosa fare.

 

SOTAS (Volontari del Servizio Sociale)

 

SOTAS è un’organizzazione non governativa costituita nell’aprile 2002 per iniziativa di alcune persone che, desiderando rispondere ai bisogni e alle urgenze emergenti in modo sempre più drammatico in particolare tra i giovani, hanno voluto dare una forma stabile al loro desiderio di aiuto a ragazzi e famiglie in difficoltà in Lituania.

Lo scopo principale di SOTAS consiste infatti nella realizzazione di azioni e progetti che possano portare da un lato ad un miglioramento concreto della qualità della vita dei bambini e delle loro famiglie, dall’altro alla promozione di una cultura dell’accoglienza e della solidarietà sociale nel Paese. Nel 2002-2003 Sotas insieme ad AVSI ha effettuato un progetto del programma ACCESS dell’UE “Il reinserimento sociale dei minori residenti nelle strutture di accoglienza”. Le attività si sono svolte principalmente nell’Istituto per Minori No. 4 di Vilnius dove vivono 160 bambini. Sono stati molto importanti gli interventi volti al reinserimento familiare e all’integrazione sociale di ragazzi orfani o provenienti da famiglie problematiche esposti a rischio di emarginazione e abbandono educativo. L’azione si è svolta a due livelli: attraverso interventi con le famiglie di origine dei ragazzi laddove è stato possibile, o attraverso la ricerca di famiglie di appoggio in cui i ragazzi hanno potuto essere accolti durante il fine settimana o in periodi di vacanza. Nel quadro di questo progetto sono state organizzate anche 4 sessioni di formazione tenute da esperti AVSI a cui hanno partecipato circa 50 operatori sociali che hanno lavorato nelle diverse strutture di accoglienza in Lituania.

Nel 2004 - 2005 SOTAS insieme ad AVSI (il partner principale) ed altre associazione italiane accreditate per l’adozione internazionale – AMU e la Primogenita - ha realizzato il progetto “La prevenzione dell’abbandono minorile e il miglioramento dell’integrazione sociale dei bambini in difficoltà in Lituania”, finanziato dalla Commissione Italiana per Adozione Internazionale. Il progetto ha avuto come obiettivo di migliorare la qualità della vita dei minori residenti nelle strutture di accoglienza o in famiglie a rischio sociale, attraverso interventi atti a promuoverne la reintegrazione sociale nella propria comunità e Paese. Beneficiari dell’intervento sono stati dei minori, attualmente residenti in strutture di accoglienza e in famiglie a rischio, delle famiglie d’origine, delle famiglie affidatarie e adottive, operatori sociali. I seminari per gli operatori sociali che operano nei servizi dello VTAT (il Comitato per la Difesa dei Diritti dei Bambini) e con gli operatori  impegnati nelle strutture di accoglienza (in tutto hanno partecipato 60 operatori sociali di tutta la Lituania) sono stati proposti e tenuti dagli enti autorizzati coinvolti nel progetto, in collaborazione con il Servizio di Adozione lituano e con gli operatori locali di SOTAS. Nel 2003-2005 Sotas ha realizzato alcuni piccoli progetti a favore dei bambini, dei giovani a rischio e delle famiglie finanziati dal Comune di Vilnius, del Ministero della Pubblica Istruzione della Lituania, del Consiglio per gli Affari dei Giovani (VJRT). Dal 2005 SOTAS partecipa come partner al progetto triennale „La soluzione per te” (il partner principale è VJRT) del programma della EU EQUAL. Il progetto prevede l’inserimento lavorativo delle giovani donne in difficoltà nelle città di Vilnius e di Kaunas.

Nel 2006 è stato promosso un progetto biennale di SOTAS finanziato dal Fondo Sociale Europeo per la formazione professionale e l’integrazione sociale delle donne nella città di Vilnius.

Tra i nuovi progetti presentati per l’anno 2007, un Centro diurno per una ventina di bambini e di ragazzi del quartiere di Verkiu di Vilnius.

 

SOTAS dà molta importanza al partneriato e alla collaborazione con i servizi pubblici e le ONG sia lituane che straniere. L’organizzazione fa parte di AVSI Network, che unisce 27 ONG del mondo, della Confederazione lituana “ONG a favore dei bambini“, del Forum delle Iniziative Sociali Cattoliche di Vilnius.

 

Centro per la famiglia

Il Centro della Famiglia di Vilnius è stato fondato nel 1991 ed era direttamente collegato alle attività della Caritas diocesana, ma dal 16 luglio 1998 si è reso completamente autonomo. Il Centro della Famiglia ha come scopo principale quello di sostenere spiritualmente, psicologicamente e socialmente la famiglia. Avendo come base i principi della Chiesa Cattolica ha come sua finalità quella di educare e rinforzare la famiglia e di diffondere nella società un modo corretto di guardare al valore della vita.

Il centro offre tante possibilità alle famiglie in tutta la città di Vilnius: corsi, consulenze, programmi educativi e sostegno economico alle famiglie bisognose.

 

Il progetto di sostegno a distanza

 

Il progetto di Sostegno a distanza era nato in collaborazione con AVSI all‘interno del Centro della famiglia nel 1998, in seguito il progetto si è sviluppato anche all‘interno delle attività di Sotas. Ora dall‘autunno di quest‘anno i due progetti si sono unificati sotto la coordinazione di SOTAS, mantenendo però la distribuzione nelle varie strutture e iniziative come prima.

 

 

 

 


Iniziativa

Numero bambini

Persone responsabili

Utilizzo del sostegno inviato

Centro per la Famiglia

46

1operatore sociale + due volontari.

Prodotti alimentari, vestiario, scarpe, materiale scolastico, medicine, attività socio-educative (cinema, gite, psttacoli, le scuole d’arte e di musica)

Centro Diurno per Minori della Caritas (Vilties Angelas)

42

1 responsabile, 2 educatori e volontari

30 % dello sostegno inviato viene utilizzato per le attività socio-educative del Centro Diurno; il resto è utilizzato secondo i bisogni di ogni bambino: per il vestiario e le scarpe, il materiale scolastico, i prodotti alimentari

Centro diurno di SOTAS

6

1operatore sociale + due volontari.

50 % dello sostegno inviato viene utilizzato per le attività socio-educative del Centro Diurno; il resto è utilizzato secondo i bisogni di ogni bambino: per il vestiario e le scarpe, il materiale scolastico, i prodotti alimentari

Centro Sociale di S. Vincenzo della Parrocchia di Tutti Santi di Vilnius

5

1 pegadogista responsabile dell’iniziativa, aiutata dai volontari

30 % dello sostegno inviato viene utilzzato per le attività socio-culturali del Centro; il resto è utilizzato secondo i bisogni di ogni bambino: per il vestiario e le scarpe, il materiale scolastico, i prodotti alimentari

Il gruppo di Disegno Espressivo “RAFAELIS

11

La responsabile dell’iniziativa, aiutata dai volontari

30 % dello sostegno inviato viene utilzzato per le attività socio-culturali del Centro; il resto è utilizzato secondo ai bisogni di ogni bambino: per il vestiario e le scarpe, il materiale scolastico, i prodotti alimentari

Istituto „Saltinis“(ex istituto n.4)

49

1 pegadogista responsabile dell’iniziativa, aiutata dai volontari

30 % dello sostegno inviato viene utilzzato per le attività socio-culturali di SOTAS; il resto è utilizzato secondo ai bisogni di ogni bambino: per il vestiario e le scarpe, il materiale scolastico, i prodotti alimentari

Istituto „Rasa“( ex. Istituto n. 1)

28

Assistente sociali e operatori dell‘istituto

Gli acquisti materiale vengono effettuati direttamente dal personale dell’istituto senza coinvolgimento dei ragazzi, in quanto i ragazzi non sono in grado di pensare al proprio sostentamento perché disabili.

 

In famiglia e ragazzi usciti dall‘istituto n. 4

39

1 responsabile del progetto e un‘assistente sociale di SOTAS e volontari

30 % dello sostegno inviato viene utilzzato per le attività socio-culturali di Sotas; il resto è utilizzato secondo i bisogni di ogni ragazzo: per il vestiario e le scarpe, il materiale scolastico, i prodotti di alimentazione

Istituto per bambini della Casa di accoglienza Paparciai (regione di Kaisiadorys)

19

Assistente sociale della casa e operatori

Il sostegno viene utilizzato interamente per l‘acquisto di prodotti di prima necessità per i bambini: prodotti di alimentazione, vestiario, scarpe, materiale didattico per la scuola, medicine

Casa famiglia di Utena

10

I genitori della casa famiglia

Il sostegno viene utilizzato interamente per l‘acquisto di prodotti di prima necessità per i bambini: prodotti di alimentazione, vestiario, scarpe, materiale didattico per la scuola, medicine

 

Per raccontare la ricchezza e la grande utilità del progetto di Sostegno a distanza, qui di seguito inseriamo varie testimonianze proveninti dalle varie iniziative in cui il progetto è in atto.

 

CENTRO PER LA FAMIGLIA DI VILNIUS

 

Lavorando in questo progetto mi capita di avere spessissimo a che fare con tante famiglie lituane: diverse fra loro e nello stesso tempo uguali. Ognuna di loro ha un suo destino. Lavorando con loro posso chiaramente vedere come cambia continuamente il loro sguardo alla vita. Perché? Io penso che ogni uomo voglia sentirsi importante, voluto bene, rispettato e non vuole solo esistere, ma vivere pienamente la vita. Attraverso il programma „Sostegno a distanza“ io penso che questo possa veramente accadere per alcune famiglie e in particolare per i ragazzi sostenuti. All‘inizio sia i ragazzi che le famiglie non hanno nessuna motivazione e non sono aperti al cambiamento e si lasciano andare quando ci sono problemi da risolvere ed è chiaro che non hanno voglia di vivere. Quando è così è molto difficile lavorare con loro.

Mi è capitato di lavorare con una famiglia, giovane, genitori e due figli. A causa di alcuni problemi nella ricerca del lavoro, di alcune tasse da pagare dei rapporti difficoltosi con i nonni la famiglia è diventata intrattabile. I genitori, caduti subito in una crisi depressiva grave, non hanno però mai smesso di prendersi cura dei figli. La famiglia non aveva i mezzi per comprarsi le medicine adatte per curarsi e durante l‘inverno non accendeva la stufa se non una volta al giorno per cucinare il pranzo, spesso andavano a mangiare alla mensa dei poveri e durante l‘estate hanno fatto rifornimento di funghi e di frutti di bosco. Io vedendo questa situazione non ho potuto rimanere indifferente e così ho fatto in modo che il figlio maggiore potesse essere inserito nel progetto di adozione a distanza. Dal momento che abbiamo cominciato a lavorare con loro si sono visti tantissimi cambiamenti: per incominciare le crisi depressive sono diminuite anzitutto perché la mamma ha avuto la possibilità di cambiare il suo ambiente e di venire in contatto con gente nuova e poi soprattutto il rapporto con la famiglia italiana li ha molto aiutati: la ricezione della prima lettera è stata una vera e propria festa di famiglia proprio perché si sentivano considerati e importanti per qualcuno. Anche l‘aiuto materiale è stato molto importante: la possibilità di comprarsi del pane e del formaggio per pranzo è stato un vero regalo. Il clima in famiglia è cambiato moltissimo: il figlio maggiore ha ricominciato a frequentare la scuola e quello più piccolo l‘asilo e nonostante le fatiche economiche fossero ancora presenti è cambiato il loro modo di vedere la vita. È nato un altro figlio e la mamma ha trovato un lavoro e nella famiglia adesso è il padre che sta a casa a curare i figli. Per questa giovane famiglia il sostegno a distanza e non ha distanze ed è stata la reale possibilità di una nuova vita dignitosa e piena di speranza.

Anastazija (Coordinatrice del progetto Sostegno a distanza)

 

Carissimi,

Grazie per il vostro sostegno e della cura che mi mostrate. Grazie che mi scrivete e che non vi dimenticate di me.

Guardando le foto non posso credere Camilla è così cresciuta. Sembra essere nata così da poco, e adesso è già così grandicella! Tutte le vostre figlie sono molto belle! Non ho dubbi che siano belle non solo fuori ma anche dentro. Siete dei genitori molto fortunati! Certo, mi ricordo sempre di voi e non solo nelle mie preghiera. La vostra famiglia per me è un grande esempio. Spero di aver anch’io una famiglia così bella un giorno!

Io sto bene. Ho finito i miei studi. D‘estate dovrei ricevere già il diploma in comunicazioni e informazione, penso di continuare con gli studi. Il mio amico mi consiglia di pensarci bene e decidere se veramente ho voglia di continuare a studiare.

Con Rokas vado d‘accordo. Siamo sempre insieme, non litighiamo, insomma tutto bene. Anche la nonna sta bene. Si è rotta il piede ma adesso tutto bene. Ha chiesto di dirvi che prega per voi e Vi ringrazia molto.

Ciao! Grazie ancora una volta di tutto. Siete delle persone stupende e molto buone!

Lina

Milda è felice di aver il Suo sostegno e la grazia di Dio le viene attraverso le Sue mani, signor Carlo.

Siccome Milda si è ammalata parecchie volte, e poi si è rotta la mano quindi per lungo tempo non ha frequentato la scuola e tutti i risultati scolastici dipendevano dal mio (di mamma) lavoro individuale con lei. Milda è brava nello studio quindi non si sono sentite quelle assenze nella scuola.

Poi Milda va al coro e aiuta molto a casa. È una figlia buona e generosa. Va molto d‘accordo con il piccolo fratellino Gabrielius che ha 7 anni, dall’autunno sarà il quarto dei figli ad andare a scuola.

 

Siamo sempre grati a Dio e a Lei del Suo buon cuore e dell’aiuto a Milda. Le auguriamo le grazie di Dio in abbondanza.

Ringrazio Dio che è entrato nella mia vita e alimenta la mia vita come un piccolo fiore con la sua bontà e generosità.”

 

RAGAZZI USCITI DALL‘ISTITUTO N. 4

 

Per poter raccontare un po’ di quello che è successo quest’anno è interessante rac-contare la storia di Povilas, che è la più esplicativa tra quelle di tanti ragazzi che come lui è da alcuni anni che fanno parte del progetto di sostegno a distanza in Lituania.

Povilas, fino all‘anno scorso, abitava nell‘Istituto „Saltinis“ (Instituto n. 4) di Vilnius, una grande struttura costituita nel 1967 durante l’epoca sovietica, dove attualmente risiedono in modo permanente 150 bambini e ragazzi tra gli 8 e i 18 anni. Sessantotto di questi sono orfani di entrambi i genitori e non hanno rapporti o un sostegno da parte di altri familiari o parenti. La metà sono stati abbandonati alla nascita e hanno sempre vissuto in orfanotrofio; altri sono stati abbandonati dai genitori nella prima infanzia. La maggior parte dei minori frequenta la scuola dell’obbligo interna all’Istituto, mentre una piccola parte vive all’istituto e frequenta scuole superiori e/o professionali pubbliche della città di Vilnius. Il 90% delle famiglie dei minori che vivono all’Istituto sono multiproblematiche: alcolizzati, tossicodipendenti, emarginati, delinquenti. Così è anche la famiglia di Povilas, a cui l’anno scorso è stata tolta la patria potestà di tutti i figli. Polvilas quest’anno, avendo compiuto la maggiore età è dovuto uscire dall’istituto. I ragazzi che escono si ritrovano sulla strada praticamente senza avere in mano niente. È stato nostro compito aiutare questi ragazzi durante quest’anno ad uscire dall’istituto e ad inserirsi nella società, a comprarsi le cose necessarie per poter intraprendere una vita autonoma e a inserirsi nella nuova scuola professionale e ad utilizzare i 150 euro di sussidio che lo stato dà loro fino a quando non termineranno di studiare.

“Quando finisco le lezioni cerco di passare a SOTAS, perchè vado molto d‘accordo con le persone che lavorano a SOTAS. La direttrice di SOTAS, Lijana, mi aiuta sempre in vari modi: è brava e ha un grande cuore. Di persone come lei ce ne sono poche. Voglio anche molto bene come amica a Lina di SOTAS, perchè lei capisce i ragazzi di oggi, con lei posso parlare seriamente e anche scherzare. Ringrazio anche voi che mi aiutate tramite il sostegno a distanza, mi scrivete le lettere e mi raccontate come state. Voglio veramente ringraziarvi di cuore che mi inviate anche dei regali. Tutto quello che inviate lo uso per gli studi e per i vestiti e penso che non sarebbe stato possibile tutto questo senza il vostro aiuto. Se non ci fossero delle persone così nel mondo non ci sarebbe il Bene. Sotas realizza vari progetti e io cerco di partecipare alle varie iniziative o cerco di aiutare quanto posso, perché al bene che ti fanno bisogna rispondere con il bene.“

 

Un giorno mentre parlavo con Povilas di suo fratello piccolo che vive nell‘istituto dove viveva lui prima, mi chiede: „Paola, non potresti trovare una famiglia adottiva per mio fratello. Io non voglio che faccia la fine di tutti quelli che escono dall‘istituto che poi cominciano a drogarsi e a rubare“ e allora io gli dico“E Tu? Perchè non pensi un po’ anche a te?“ e lui mi risponde „Io ho trovato voi di Sotas, che per me siete come una famiglia“.

             

Povilas è uno dei tanti che quest‘anno è uscito dall‘istituto ed ha dovuto affrontare una nuova vita ed inserirsi nella società senza sapere niente o quasi. Dal momento che SOTAS quest‘anno ha potuto aprire un centro diurno per i bambini del quartiere, si è pensato di organizzare alcune attività anche per questi adolescenti che sono usciti dall‘istituto e che hanno adesso più che mai bisogno di essere accompagnati dagli operatori di SOTAS.

 

CASA DI ACCOGLIENZA DI PAPARCIAI A KAISIADORYS

 

La casa di tutela provvisoria di San Giuseppe in Paparčiai (il distretto di Kaišiadorys), che si trova a 70 km da Vilnius, è l’unico ente stabile che si occupa in questo distretto della tutela dei bambini. La casa di accoglienza è stata istituita nel 1998 e può accogliere fino a 30 bambini rimasti senza sostegno dei genitori. Il fondatore della casa di accoglienza è la Caritas della diocesi di Kaišiadorys, che collabora con il Comune del distretto di Kaišiadorys.

Vengono realizzati diversi programmi:

 

1)   Il programma di casa. Lo scopo è dare al bambino, che si trova in una situazione di crisi, un’accoglienza. Il bambino riceve l’aiuto sociale, pedagogico e medico e il mantenimento completo. I bambini vengono preparati per affrontare le difficoltà della vita, vengono formate le abilità lavorative e viene data una formazione socio-affettiva.

 

2)   Il programma d’aiuto per la famiglia. Lo scopo è creare le condizioni affinché i bambini possano tornare nella loro famiglia. Vengono cercati e contattati i genitori dei bambini e viene avviato un rapporto di collaborazione con loro. Inoltre i genitori sono aiutati a risolvere i problemi che possono sorgere in famiglia.

 

3)   I vari programmi preventivi, che sono destinati alla formazione delle abilità sociali dei bambini, alla formazione delle abilità artistiche, ad attività ricreative in estate, alla prevenzione dell’uso di sostanze stupefacenti e all’aiuto psicologico. Tutti questi programmi sono finanziati dai progetti.

 

Ci sono 2 gruppi di ragazzi:

 

a) quelli che ancora non frequentano la scuola o che frequentano la scuola elementare (fino alla quarta classe inclusa);

b) quelli che frequentano la scuola dalla quinta fino alla decima classe.

Ogni gruppo ha propri educatori, che organizzano le attività secondo le possibilità e le abilità dei bambini. I ragazzi seguono un programma giornaliero, che prevede non solo le attività didattiche, ma anche momenti di tempo libero. In ogni camera dormono dai 3 ai 5 ragazzi.

Ai bambini più piccoli piace disegnare, giocare con i puzzle, giocare con gli altri e cantare. I ragazzi più grandi praticano sport e preparano gli spettacoli. Le ragazze coltivano fiori, ricamano, fanno ritagli di carta e diversi tipi di lavori a mano.

La squadra di pallacanestro dei ragazzi, sport molto amato in Lituania, si allena bene e quest’anno ha vinto un po’ di premi.

I bambini hanno un piccolo giardino e un orto, dove ognuno coltiva le verdura che ha scelto, e allevano 12 conigli.

 

ISTITUTO “RASA” (EX N. 1 DI VILNIUS)

 

L’Istituto n. 1 di Vilnius è stato istituito durante l’epoca sovietica. Attualmente vi risiedono in modo permanente 109 bambini dai 5 a 18 anni, di cui però solo 23 sono orfani. Di questi un terzo circa è portatore di handicap o soffre di disagio psichico in forme più o meno gravi, mentre per quanto riguarda gli altri ragazzi (che vivono situazioni gravi di disagio sociale e familiare), è stato generalmente rilevato un lieve deficit cognitivo, riconducibile alle precarie condizioni di vita in cui vivono e alla mancanza di affetto e di cura che hanno subito con l’abbandono. Questo è un istituto cosiddetto “speciale”, in cui sono cioè accolti anche bambini o ragazzi con problematiche particolari.

L’istituto è stato recentemente oggetto di una riorganizzazione strutturale che va, secondo le recenti leggi lituane, in direzione di un adeguamento alle politiche sociali della UE. A tale riorganizzazione, che prevede una conversione da istituto-scuola speciale a casa di accoglienza, non è seguito però da parte dell’ente pubblico l’apporto dei finanziamenti e degli strumenti necessari all’adeguata gestione della struttura, che riceve oggi solo quanto necessario al pagamento del personale che presta servizio nell’istituto, per un totale di 40 persone tra direttore, responsabile dell’amministrazione, assistente sociale, insegnanti e operatori sociali. La struttura riceve poi quanto necessario a garantire il vitto e l’alloggio dei ragazzi accolti.

Attualmente non ci sono le condizioni minime che possano garantire lo svolgimento di adeguate attività didattiche, ricreative e di sostegno specifico nei confronti dei ragazzi, con o senza problematiche specifiche. L’istituto non è nemmeno nelle condizioni di garantire l’acquisto dei capi di vestiario necessari, la cui fornitura dipende da donazioni private e caratterizzate perciò dall’estemporaneità.

È evidente uno stato di bisogno a tutti i livelli sia materiale che educativo ed è in questo contesto che si inserisce il lavoro dell’équipe sociale di SOTAS reso possibile grazie al presente progetto.

 

ISTITUTO “SALTINIS” (Ex ISTITUTO N. 4 DI VILNIUS)

 

L’Istituto N. 4 di Vilnius è stato creato nel 1967, durante l’epoca sovietica. Attualmente vi risiedono in modo permanente 134 bambini dai 7 ai 18 anni e vi lavorano 47 persone tra insegnanti, educatori e operatori sociali, che si occupano del sostegno e dell’educazione di questi minori. Una parte di essi frequentano la scuola dell’obbligo all’interno dell’Istituto, gli altri vivono nel pensionato dell’istituzione e frequentano scuole superiori e/o professionali della città. Tra i minori dell’istituto, 30 sono orfani di entrambi i genitori e non hanno rapporti o un sostegno da parte della famiglia allargata; la metà di questi sono rimasti senza genitori nell’infanzia precoce. Il 90% delle famiglie dei minori che vivono in Istituto sono multiproblematiche: alcolizzati, tossicodipendenti, emarginati, delinquenti. Instaurare un contatto con queste famiglie è molto difficile perché i genitori spesso non sono interessati ad occuparsi dei figli e difficilmente accettano che qualcuno possa “entrare” e conoscere la loro situazione personale. A ciò occorre inoltre aggiungere che il personale dell’Istituto è spesso sprovvisto di una preparazione professionale e di metodologia adeguata per il lavoro con le famiglie. Questa mancanza deriva proprio da un’impostazione tipica dell’epoca sovietica, in cui il coinvolgimento della famiglia nel sostegno dei minori residenti nelle strutture di accoglienza non era assolutamente preso in considerazione. Per questa ragione gli operatori di SOTAS, hanno ini-ziato una collabora-zione con l’Istituto N. 4 al fine di realizzare attività socio-educa-tive con i minori e le loro famiglie.

 

Il lavoro all’istituto n. 4 non è certo semplice: alcuni dei ragazzi dell’istituto sono molto aperti, altri al contrario molto chiusi e riservati. Dal lavoro svolto con loro quello che si può capire è che la cosa più dolorosa per loro è la costante sensazione di “essere traditi” e la mancanza di rapporti sinceri, aperti e costanti con persone adulte. Questo è chiaro da alcuni stralci di dialogo con alcuni di loro:

“Questa estate ho parlato con mia mamma. Era la prima volta che la vedevo. […] Mi ha detto che non mi vuole più vedere”.

“Dov’è la mia tutrice? Verrà ancora da me? Mi porterà ancora da lei questo fine settimana? (La tutrice già da molto tempo non va più a trovarla).

“Mi hanno condotto qui dall’orfanotrofio. […] Qui à difficile, tutti mi prendono in giro […] Avevo trovato una famiglia di Kaunas e questa estate sono andata da loro, ma adesso è sparita. La mia educatrice ha detto che deve andare in America, magari prenderà anche me.

“Tomas verrà ancora? Mi manca tanto. Gli ho già scritto due lettere, chiedile di rispondermi.”

Da questi brevi dialoghi si può capire che i ragazzi si attaccano a qualunque figura adulta gli si faccia incontro (parente, tutrice, volontaria...), si legano a loro per mancanza di altri rapporti significativi ma poi inevitabilmente rimangono delusi.

Altri ragazzi evidenziano altri tipi di problematiche:

·       Genitori alcolizzati e violenti

·       Tossicodipendenza da colla con varie conseguenze tra cui la perdita di memoria

·       Possibilità di essere condotti nei carceri minorili

·       Possibilità di subire violenze “Tu sai che ti mettono l’ovatta tra le dita e poi danno fuoco. Se resisti, tutto bene. Se non resisti ti vengono a picchiare ogni notte. No io non voglio. - E chi ti ha detto queste cose? - Me le hanno raccontate i miei amici” Questa è la vita normale nel carcere minorile di Čiobiškis

·       Coercizione. “Arriva uno in macchina vicino all’istituto, ti costringe a salire e ti offre la droga. E se tu non la prendi ti costringe” “Io non voglio andare in quell’istituto, ci sono continui pestaggi e io non voglio essere picchiato”.

·       A riguardo delle violenze sessuali i ragazzi non parlano direttamente “Ah! Con quei ragazzi è stato un po’ un bagordo. Hanno 30 anni. Mi hanno detto “Ehi, tu donna”. Capisci? Forte, dura... ma io realmente sono debole. Non voglio più vivere. Mi porteranno in un ospedale psichiatrico”. Questo dialogo si è svolto con una ragazza di 17 anni la mattina seguente alla notte in cui aveva tentato di suicidarsi.

·       Il completo spaesamento e la mancanza di prospettive future: “Io non so cosa fare, non capisco niente... Tutta la vita la passerò a vagabondare”

 

Tutte queste affermazioni mettono in evidenza le gravi problematiche che i ragazzi vivono quotidianamente più di quanto lo facciano i libri, le statistiche e i programmi di prevenzione sociale. È in un contesto di questo tipo che si svolgono le attività educative del sostegno a distanza.

 

 LA CASA FAMIGLIA DI UTENA

 

La casa famiglia S. Teresa di Utena, è una realtà gestita da Eugenijus e Jurate Keraminai in cui vivono i loro tre figli e 11 minori a loro affidati. È stata istituita subito dopo la legge sull’affido fami-gliare (legge del 1998) ed inizialmente acco-glieva cinque bambini affidati loro dallo VTAT (Comitato per la Difesa dei Diritti dei Bambini) di Utena.           

In seguito alla coppia è stato richiesto di ospitare anche i fratelli dei bambini già accolti e in questo modo la casa famiglia è diventata una realtà sempre più significativa. Jurate ha una buona formazione pedagogico sociale e assieme al marito, che è agricoltore, ha saputo dar vita ad una realtà così positiva da essere conosciuta e portata come esempio in tutta la Lituania.

 

Centro diurno di Sotas

 

Finalmente Sotas a maggio del 2007 ha potuto iniziare un’attività programmata da alcuni anni, ma che per vari motivi non si era mai potuta realizzare. Il progetto realizzatosi è rivolto ai ragazzi dai 7 ai 14 anni di età del quartiere e dell’Istituto n. 4 di Vilnius. Partecipano al Centro diurno una ventina di ragazzi. Allo stesso tempo il progetto è rivolto a quelle famiglie (circa 10) dei ragazzi che hanno acconsentito di collaborare con noi per essere accompagnate nel cammino educativo dei loro ragazzi, nella ricerca del lavoro e nella risoluzione di alcuni problemi a noi accessibili. L’intervento è stato svolto tramite un lavoro individuale e di gruppo.

Nel quartiere di Verkių abitano 30.900 persone: tra queste ricevono un sussidio sociale 430 famiglie circa, che il Comune si limita ad aiutare con un contributo finanziario, senza prendersi in carico un’assistenza e un accompagnamento sociale complessivo. Così l’intervento rimane assolutamente frammentario perché rivolto solo al bambino e non a tutta la famiglia in un lavoro educativo completo. Il nostro progetto ha voluto avere come scopo principale un intervento socio-educativo complessivo, che tenga conto dei vari aspetti dell’intervento su un nucleo familiare in difficoltà, per questo il 50% dei fondi vengono utilizzati per delle attività educative.

Le attività del centro diurno sono le seguenti: analisi dei casi, pianificazione dell’intervento educativo rivolto ai ragazzi. Lavoro individuale con le famiglie, visite domiciliari, consulenze individuali. Consulenze psicopedagogiche da parte di uno specialista e richiesta di aiuto ad altre strutture sociopsicologiche competenti. Programma intensivo di aiuto per i ragazzi: aiuto ai compiti, attività ricreative di gruppo finalizzate al rafforzamento dei rapporti di gruppo e delle proprie capacità (programma socioeducativo, terapia che utilizza film e fotografia, gruppi di attività artistica e teatrale). Uscite didattiche (cinema, teatro, incontri, ecc...). Durante le vacanze sono state organizzate uscite, gite e vacanzine. Per le famiglie: lavoro individuale, accompagnamento, consulenza, aiuto alla sistemazione di alcuni documenti (per la ricerca del lavoro, per l’assistenza medica, ecc...), programma educativo di gruppo alla genitorialità (qualora i genitori volessero partecipare).

In questi mesi, dall’apertura del centro, si è iniziato il lavoro e naturalmente i frutti non sono ancora maturi, ma il lavoro è risultato essere molto interessante.

 

CENTRO DIURNO DELLA CARITAS

 

Il Centro Diurno per minori della Caritas di Vilnius è nato dal programma per minori avviato nel 1993 nel Centro per la Famiglia, avviato per 20 bambini provenienti da famiglie problematiche ed emarginate. Nel corso del tempo il gruppo dei minori è aumentato fino a 80 e nel mese di novembre del 1999 è stato così aperto un Centro Diurno per minori. Attualmente con questi minori lavorano 3 educatori e circa 30 volontari, la maggior parte dei quali sono studenti di pedagogia e di teologia. Oltre all’accompagnamento individuale dei minori, vengono organizzate nel Centro Diurno varie attività socio-culturali: musica e canto, disegno, teatro, attività sportive, gite, vacanze estive, ecc.

La metà dei bambini e degli adolescenti che ricevono il sostegno a distanza provengono da famiglie monoparentali, con la donna che si occupa del nucleo famigliare. Un’altra caratteristica che accomuna il gruppo è il problema dell’alcolismo dei genitori. Tutti i minori hanno bisogno del sostegno economico perché le loro famiglie si trovano in difficoltà a mantenere i figli per molteplici ragioni: famiglie numerose con tre e più figli, e reddito dei genitori, nonostante il sussidio statale, insufficiente; uno o entrambi i genitori disoccupati; alcuni genitori spendono i sussidi e il loro stipendio per acquistare alcolici; alcuni genitori non sono in grado di gestire le risorse economiche della famiglia.

Le condizioni di vita della maggior parte dei bambini sostenuti tramite il progetto di sostegno a distanza sono veramente precarie, perciò la maggior parte dei finanziamenti vengono utilizzati per acquistare prodotti alimentari e di prima necessità; il resto per il vestiario, le scarpe, il materiale scolastico, i medicinali.

A seconda dei casi, dell’acquisto si occupano materialmente i genitori (dove è possibile), i parenti dei bambini, gli operatori o i volontari del Centro Diurno e del Centro per la Famiglia. Sono poche le famiglie a cui il Centro per la Famiglia può affidare direttamente i soldi inviati dall’Italia per l’acquisto del necessario per i bambini, la maggior parte dei bambini fanno gli acquisti insieme agli operatori, i volontari, gli insegnanti, gli educatori che il Centro per la Famiglia e il Centro Diurno tende a coinvolgere nel progetto.

Nella gestione di sostegno a distanza si cerca che questo strumento non diventi una forma assistenzialistica di aiuto, ma vada oltre al sostegno materiale: quello che permette un’attenzione alla persona e un rapporto di fiducia. Per questa ragione è sempre molto importante comprare insieme al bambino (soprattutto con gli adolescenti) o la mamma, perché è un’occasione per approfondire il rapporto con essi e in alcuni casi ci siamo accorti che se imparano a comprare e a gestire i soldi e il budget, diventano più responsabili dei soldi donati.

 

La lettera della direttrice del Centro diurno della Caritas che qui riportiamo ci fa capire bene l’importanza del sostegno a distanza in un’attività come la loro.

 

Carissimi sostenitori,

Veronika frequenta il centro diurno per bambini e adolescenti della Caritas „Vilties angelas” (Angelo della speranza) presso l‘arcivescovado di Vilnius.

La ragazza frequenta il centro quattro volte alla settimana: partecipa agli incontri del programma „Linas“ (è un programma di prevenzione contro l‘alcol), il corso di ricamo e di sport, il corso di computer e infine gli incontri di catechesi. Inoltre, qualora ci sia la necessità, viene aiutata a preparare i compiti oppure ad approfindire una materia da lei scelta. Durante i fine settimana insieme agli altri adolescenti del centro diurno partecipa alle gite di istruzione, ai fine settimana educativi, alle varie feste del centro diurno e d‘estate alle vacanzine estive.

Nel centro diurno hanno un ruolo importante gli incontri individuali con l‘adolescente perciò ogni due settimane la ragazza si incontra con un volontario o con l’operatore del centro diurno. Durante questi incontri si cerca di valorizzare le capacità della ragazza, si cerca di motivarla a dedicare più tempo allo studio, la si aiuta a risolvere le difficoltà sorte con i coetanei oppure con i membri della famiglia. Inoltre si lavora con tutta la famiglia della ragazza: l’assistente sociale offre delle consulenze individuali ai genitori, qualora ci sia la necessità i geni