
SOSTEGNO A DISTANZA
BUENOS AIRES- ARGENTINA
OBRA DEL PADRE MARIO
GONZÁLEZ CATÁN
RELAZIONE DICEMBRE 2007

AVSI: dal 1972 in cammino per la
dignità della persona
La Fondazione AVSI è un’organizzazione non governativa senza
scopo di lucro nata nel 1972 e impegnata con circa 100 progetti di cooperazione
allo sviluppo in 40 paesi del mondo: America Latina, Africa, Est Europa, Medio
Oriente, Asia.
LA
MISSIONE
La missione di AVSI è sostenere lo sviluppo umano nei paesi
più poveri del mondo nel solco dell'insegnamento della Dottrina Sociale
Cattolica con particolare attenzione all'educazione e alla promozione della
dignità della persona umana in tutte le sue espressioni. Il dramma che molte
popolazioni stanno vivendo va combattuto tenendo conto dell'unicità dell'uomo
con un progetto di sviluppo che guardi all'educazione come strumento per far
emergere i talenti. Solo in questo modo è possibile consolidare un modello di sviluppo
che faccia crescere gli uomini e, con loro, la pace.
IL
METODO
1.
Centralità della persona
2.
Partire dal positivo
3.
Fare con
4.
Sviluppo dei corpi intermedi e sussidiarietà
5.
Partnership
I
SETTORI DI INTERVENTO
RICONOSCIMENTI
AVSI è riconosciuta dal 1973 dal Ministero degli Affari
Esteri Italiano come Organizzazione non governativa di cooperazione
internazionale; è registrata dal 1991 come Organizzazione Internazionale presso
l’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale degli Stati Uniti (USAID); è
accreditata dal 1996 presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni
Unite di New York (ECOSOC); è accreditata con status consultivo presso
l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo dell’Industria di Vienna
(UNIDO); è accreditata con status consultivo presso il Fondo delle Nazioni
Unite per l’Infanzia di New York (UNICEF); è inserita nella Special List delle
organizzazioni non governative dell’Organizzazione Internazionale delle Nazioni
Unite per il Lavoro di Ginevra (ILO).
UN’AMICIZIA
DALL’ALTRO MONDO
IL “
SOSTEGNO A DISTANZA”
Cari amici, ci ritroviamo in questa occasione con buone nuove notizie dell’Opera di Padre Mario, a González Catán,
Buenos Aires, Argentina.
Dall’inizio
il Sostegno a Distanza si é proposto come una compagnia, che oggi raggiunge 499
bimbi e le loro famiglie, con le quali ogni giorno i vincoli diventano più
profondi.
Il programma
rappresenta un aiuto significativo, non solo dinanzi alla possibilità di
ottenere risorse materiali, che é un fatto importante per le famiglie, ma anche
per la presenza di persone che accompagnano il cammino educativo di ogni bimbo,
di ogni madre e di tutta la famiglia.
Inoltre
desideriamo condividere con voi le azioni che si svolgono a partire dal
programma che si arricchisce ogni giorno:
ACCOMPAGNAMENTO FAMILIARE
L’accompagnamento
familiare si svolge principalmente per mezzo di interviste individuali nelle
nostre sedi o in visite domiciliari. A partire da questo si definisce in forma
congiunta con le famiglie la forma che avrà l’aiuto che rappresenta il
programma per ogni bimbo, per ogni famiglia (distribuzione di risorse materiali
e proposte educative).
Alcuni dati
|
ACCOMPAGNAMENTO
FAMILIARE |
QUANTITA’ |
|
VISITE DOMICILIARI |
85 |
|
INTERVISTE FATTE |
572 |
|
ATTENZIONE TELEFONICA |
52 |
|
Totale |
709 |
1- Visite
domiciliari
Le visite domiciliari ci consentono
di approfondire i vincoli con le famiglie, generalmente sono il nostro secondo
contatto, e così possiamo conoscere più da vicino i loro bisogni e l’ambito in
cui vivono. Queste visite avvengono anche nei casi in cui le famiglie richiedono mobili o materiali
edilizi, giacché migliorare le condizioni abitative in cui vivono è una delle
grandi preoccupazioni.
Tuttavia, in base all’esperienza quotidia-na, percepiamo che le visite sono
più apprezzate dalla famiglia quando si fanno in loco. Per esempio: alla
notizia che uno dei loro figli è ammalato, ci ricevono con gioa e
ringraziamenti; in questo caso è evidente che le famiglie riconoscono che non
sono sole e percepiscono che vengono tenute in considerazione. Questo fatto è
più evidente nelle famiglie che sono a carico solo delle madri, su cui ricadono
tutte le responsabilità per quanto concerne l’attenzione dei figli (garantire
l’alimentazione, la salute, la scolarizzazione ecc.) .
In questo modo nel rapporto che si costruisce giorno dopo giorno con le
famiglie, questa attività consente un salto di qualità, agendo positivamente
nelle loro vite.
Questo è così poiché l’esperienza ci dimostra che le visite domiciliari non
sono soltanto uno strumento tecnico, ma sono anche capaci di rafforzare un rapporto di amicizia a partire
dal quale le persone si sentono stimate e riconosciute come tali, aprendoci non
solo le loro porte, ma anche le loro vite per formare parte di un progetto
comune. In questo punto risiede l’importanza di considerare questa attività
come un punto fondamentale della proposta.
Laura, che é colei che svolge l’accompagnamento familiare di un gruppo di
bimbi, ci racconta una storia che fa capire il significato delle visite
domiciliari…
Decisi di fare una visita
domiciliare alla famiglia di Néstor, poiché da molto tempo non ne avevo
notizie. Quando giunsi alla casa, fui ricevuta da Néstor, poi da sua madre (che
dalla nascita di suo figlio a causa di complicazioni è rimasta paralitica) e da
suo padre.
Durante la visita la
mamma mi racconta che non si sono presentati nella nostra sede perché suo
marito (l’unico adulto che poteva muoversi ) in questo ultimo tempo ha sofferto
di momenti di prolungata depressione, a causa della grande delusione che ha
sofferto quando, dinanzi alla situazione della salute della moglie, ha chiesto
disperatamente aiuto agli enti statali e non ha trovato nessuna risposta
nonostante gli innumerevoli scogli burocratici che aveva dovuto superare.
A questo punto, ci
riferisce, che la delusione e la depressione aumentavano e come conseguenza di
ciò chiedere aiuto diveniva ogni volta più difficile .
Dinanzi a questa
situazione, risulta evidente che l’avere realizzato questo incontro permise di
riprendere i vincoli con la famiglia come una compagnia di fronte ai loro
bisogni, giacché a partire da quell’incontro, ho potuto osservare che in
seguito si dimostravano più aperti. Abbiamo ottenuto in forma congiunta di
stabilire nuove e possibili azioni che permetteranno un po’ per volta
migliorare la situazione edilizia, la salute di Néstor e quella di sua madre,
come anche quella della famiglia in generale. E in questo senso già si sono
cominciati a vedere alcuni cambiamenti.
In questi incontri scopro
che essi divengono un fatto speciale perché condividendo le loro necessità, si
aiutano le persone affinché comprendano il proprio valore e la propria dignità.
2- Interviste
con le famiglie del programma
Questi incontri con le famiglie si svolgono per mezzo di interviste presso
la nostra sede. Generalmente ciò che motiva all’incontro è la richiesta di
risorse che coprano il fabbisogno. In seconda istanza si avvicinano per avere
delle notizie circa i padrini portando delle lettere, pagelle, disegni, ecc.
É notevole che dietro ogni richiesta fatta dalle famiglie, vi è il bisogno
di parlare, di condividere i bisogni e i loro problemi con qualcun’altro che
possa ascoltarli ed accompagnarli.
In quest’ultimo tempo osserviamo alcuni cambiamenti positivi riguardo le
famiglie, molte famiglie che fin’ora era stato necessario chiamare sempre per avere un incontro adesso di propria iniziativa cominciano ad
avvicinarsi, ad interessarsi ed a dimostrare il loro ringraziamento per l’aiuto
che ricevono dal padrino.
D’altro canto osserviamo come molte altre famiglie dinanzi a situazioni
problematiche, cominciano a proporre possibili risposte.
Questi cambiamenti ci consentono di riconoscere che l’accompagnamento che
si propone nel programma, favorisce la ricerca di strategie proprie da parte
delle famiglie, senza la pretesa che sia un “altro” colui che sempre deve
risolvere tutto (lo stato, il programma, ecc.). In questo modo il SAD
costituisce una compagnia che aiuta a crescere, poiché partendo di lì, le
famiglie raggiungono una certa autonomia nell’affrontare le situazioni che le
loro vite offrono loro quotidianamente.
Ogni giorno le famiglie affrontano la sfida di dover soddisfare i bisogni
essenziali, trovando grandi difficoltà per raggiungerli. Di fronte a questa
situazione, il contributo del programma, anche se non soddisfa tutti i bisogni,
consente a partire dagli incontri, insieme a loro, di dare priorità ad alcuni bisogni,
tenendo in conto tutte le risorse della comunità.
Bisogna mettere in rilievo che la richiesta di indumenti è quella più
frequente. La maggioranza delle famiglie con cui abbiamo rapporti riceve
indumenti usati dai familiari o attraverso gli armadi comunitari del quartiere.
Per questo accedere a indumenti nuovi per le famiglie costituisce un aiuto
significativo, specialmente per gli adolescenti, poiché questa azione diventa
una delle poche occasioni di ricevere un indumento nuovo, ed inoltre possono sceglierli
secondo alcune caratteristiche rispondenti al loro gusto ed interesse (taglia,
colore, modello). Questa esperienza rappresenta un aspetto molto apprezzato dai
bimbi e dalle loro famiglie, poiché vengono riconosciuti nella loro dignità.
Condividiamo con Voi alcuni numeri che dimostrano
le risorse consegnati ai bimbi e alle famiglie del programma
|
BISOGNI |
BISOGNI ESSENZIALI |
TOTALE BIMBI FAMIGLIE |
TOTALE
DI CONTRIBUTI X bimbo X 6 mesi |
|
SALUTE |
ACQUISTO DI MEDICINE |
16 |
18 |
|
INDENNITA’ SPOSTAMENTI |
8 |
10 |
|
|
ALIMENTI SECCHI E FRESCHI |
18 |
119 |
|
|
NUOTO |
10 |
160 |
|
|
VISITE/CURE MEDICHE |
127 |
147 |
|
EDUCAZIONE |
RETTE OPM |
111 |
111 |
|
RETTE ALTRE SCUOLE |
5 |
5 |
|
|
OGGETTI SCOLASTICI |
65 |
65 |
|
|
LIBRI SCOLASTICI |
1 |
1 |
|
|
CASA |
MOBILI
E MATERIALE EDILIZIO |
26 |
36 |
|
BOMBOLE A GAS |
18 |
54 |
|
|
SPORT |
PALLACANESTRO |
4 |
84 |
|
PALLAVOLO |
2 |
40 |
|
|
DANZA ARABA |
1 |
4 |
|
|
CALCIO |
4 |
132 |
|
|
INDUMENTI |
VESTITI E INDUMENTI
SCOLASTICI |
142 |
235 |
|
SCARPE |
120 |
120 |
|
|
TOTALI |
|
618 |
1341 |
Come già vi abbiamo raccontato precedentemente, l’aspetto
nutrizionale é un punto fondamentale a cui è necessario porre la nostra
attenzione. In questo senso, durante gli ultimi mesi la proposta nutrizionale
si è svolta articolando due iniziative: il controllo settimanale di peso e di
taglia dei bimbi del SAD e dei loro fratelli e, d’altro canto, il laboratorio
di cucina a cui partecipano le madri. In questo modo le difficoltà che si
osservano attraverso questi controlli periodici (per es. la mancanza di
un’alimentazione variata) si riprendono in uno spazio educativo come i
laboratori di cucina in cui mediante lo svolgimento di ricette differenti, le
madri cominciano a introdurre un po’ per volta nelle famiglie un’ali-mentazione
variata e salutare, tenendo conto delle possibilità di ogni famiglia (condizioni
della cucina, introiti, avere l’acqua potabile, ecc.)
a) Controllo
di taglia e di peso
La valutazione del peso e della taglia
sono a carico di una specialista in Nutrizione e si fanno settimanalmente.
In quanto alle categorie utilizzate, si deve
sottolineare che i bimbi che hanno una diagnosi normale e breve si definiscono
nella stessa categoria (normali) giacché secondo il parere della nutrizionista
coloro che hanno una diagnosi breve sono normali, considerando il loro peso,
anche se non lo sono considerando la loro taglia.
Tuttavia in quest’ultimo caso, non vi è
la possibilità di cambiare la situazione poiché potrebbe essere conseguenza di
una caratteristica familiare (statura bassa) o di una denutrizione non curata
nei primi anni di vita.
La categoria dei denutriti contempla i
bimbi che presentano diagnosi di denutrizione acuta e cronica. Esistono alcune
differenze fra l’una e l’altra: la denutrizione
cronica è conseguenza di aver mantenuto quella situazione durante un
periodo prolungato, invece la denutrizione
acuta è recente e anche se è più facile da recuperare, è maggiore il
rischio per la salute.
Il numero di bimbi che sono sottoposti
al controllo settimanale è di 31. Specifichiamo di seguito il numero di bimbi
suddivisi secondo la loro diagnosi
|
Totale di bimbi
sotto controllo |
Normale |
Denutrizione |
Peso eccessivo |
|
31 |
19 |
10 |
2 |
Dall’inizio della proposta eravamo convinti che per ottenere dei
cambiamenti durevoli e dei miglioramenti progressivi nella situazione nutrizionale
dei bimbi era necessario fondamentalmente l’impegno e la partecipazione attiva
dei genitori nelle due iniziative proposte. In questo senso il rinnovo
esplicito dell’impegno è stato un passo importante.
Negli ultimi mesi abbiamo cominciato ad osservare dei cambiamenti positivi:
tutti i bimbi si sottopongono ai controlli insieme alle loro madri, prendendo
un maggiore impegno e quando non possono presentarsi al controllo per una causa
importante, ci avvertono. Questo fatto consente di ottenere un impatto maggiore
sulla situazione nutrizionale dei bimbi.
È necessario mettere in rilievo che in questo periodo si è osservato che
del totale dei bimbi sottopeso, il 90%
ha migliorato la sua situazione iniziale. Si osserva inoltre da un lato che
il contributo di alimenti che ricevono da parte del programma SAD (valutato da
nutrizionisti) gli consente di migliorare un po’ per volta la loro situazione
nutrizionale, tuttavia in molti casi, insieme al bisogno di nutrienti
essenziali si sommano cattive abitudini e preferenze dei bimbi che non giovano
al loro progresso, perciò per ottenerlo si dialoga insieme alle madri per
costruire delle strategie che consentano di raggiungere l’obiettivo,
considerando le caratteristiche particolari del caso.
Riguardo ai bimbi con peso eccessivo, si sono svolti degli incontri
individuali di educazione alimentare che permisero alcuni miglioramenti, per
esempio in alcuni bimbi in un primo momento si è verificato un calo importante
di peso e dopo hanno continuato a non aumentare il loro peso.
b)
Laboratorio di cucina
Questa
iniziativa è destinata alle famiglie che frequentano l’ac-compagnamento
nutrizionale allo scopo di migliorare l’alimen-tazione dei bimbi e delle
famiglie nei limiti delle loro possibilità.
In ogni laboratorio si propone di preparare una ricetta economica
riconoscendo nella sua preparazione i principi nutritivi che ha, i suoi
vantaggi, gli svantaggi e la sua importanza per la salute, principalmente dei
bimbi.
Si ritiene opportuno consegnare, alla fine del laboratorio, ai partecipanti
una certa quantità degli alimenti lavorati con le ricette affinché possano
ripetere a casa loro ciò che hanno imparato e a condividere l’esperienza
insieme alle altre madri.
Il laboratorio è a carico di una specialista accompagnata da Julieta che
compie l’accompagnamento familiare da parte del SAD. La frequenza al
laboratorio è settimanale. La nutrizionista mostra l’elaborazione della ricetta
e tutte le madri collaborano nella preparazione previa degli alimenti e la
pulizia del luogo.
Fino adesso si sono svolti 11 incontri ed hanno partecipato regolarmente 11
madri, tutte coinvolte nella proposta.
Dall’esperienza si osserva che le madri cominciano a scoprire con stupore
alcuni alimenti che, pur conoscendoli, non sapevano utilizzare e non
conoscevano il loro sapore. In questo modo cominciano ad avere senso e possono
essere inseriti nella loro alimentazione.
Inoltre è evidente che questo laboratorio costituisce uno spazio che
trascende il fatto di imparare una ricetta e permette di costruire un vincolo
più profondo con ognuna delle mamme e tra di loro, creando un rapporto di
amicizia. In questo senso, mentre si svolgevano i laboratori, si assisteva a
conversazioni in cui si coinvolgevano delle situazioni problematiche che
stavano affrontando, partecipando attivamente tutte le madri in quella
conversazione, aggiungendo idee e punti di vista.
D’altro canto hanno proposto di portare delle ricette proprie per
condividerle con le altre mamme. É frequente vederle scrivere nei loro quaderni
di ricette tradizionali che alcune madri desiderano condividere, accettando,
interessate le nuove idee.
Quando una di loro non è presente al laboratorio, dimostrano la loro
preoccupazione ed il loro interesse in saperne il motivo. In alcuni casi
decidono perfino di andare al suo domicilio per informarsi di quello che è successo.
Centro
educativo “La Huella”

Ogni bimbo, bimba ed adolescente è visto come un individuo unico,
irrepetibile ed è al centro del nostro lavoro ed in questa forma, accompagniamo
i bimbi nel loro sviluppo, apprezzando ciò che hanno costruito, la loro storia
e i loro rapporti già esistenti.
Dal Centro proponiamo di partire dai rapporti con i bambini e la loro
famiglia, poiché per mezzo di questo rapporto tutte le persone sono in grado di
crescere; poiché per crescere ogni essere umano ha bisogno di un rapporto
significativo.
La proposta comprende attività di sostegno
scolastico ed attività di ricreazione, in contro turno nella scuola per bimbi
ed adolescenti dai 6 ai 16 anni.
In questi ultimi mesi, si è registrato il
seguente numero di partecipanti secondo ogni attività:
|
Totale bimbi |
SAD |
UNOXUNO[1] |
HNO |
Senza programma |
|
280 |
125
(45%) |
65
(23%) |
38
(14%) |
52
(19%) |
Sostegno
scolastico

Negli ultimi mesi, diventa evidente il numero di bimbi che sono promossi o meno nel loro anno scolastico, così come il numero di coloro che devono ancora sostenere gli esami finali. Fino adesso il 25% dei bimbi che frequentano il sostegno scolastico devono sostenere gli esami nel mese di dicembre. Tuttavia è necessario tenere è conto che molti di coloro che sono stati promossi non hanno raggiunto gli obiettivi scolastici, si palesano difficoltà principalmente nell’espressione orale e scritta e nella comprensione della lettura. In questi casi, i bimbi risultano danneggiati poiché giungono ad un livello superiore senza gli strumenti necessari per poterlo affrontare, con possibilità di fallire.
Bisogna riconoscere che con la proposta del
sostegno scolastico, in maggiore o minore misura, siamo riusciti ad influire
positivamente nello svolgimento scolastico dei bimbi :
¨Juan ha 11 anni e durante tutti questi mesi, non ha
mai portato la sua cartellina per completare le esercitazioni scolastiche,
bastava proporgli di scrivere ed egli si annullava e decideva di non fare
quello che gli veniva proposto, tuttavia è presente alle lezioni, ascolta
quello che il suo maestro spiega ai compagni e partecipa in quelle attività che
non richiedono una produzione scritta. Un giorno arriva molto contento e la
prima cosa che racconta al suo maestro é che ha potuto svolgere bene la
valutazione scolastica grazie a ciò che aveva imparato nel centro
educativo.
Sono frequenti i commenti collegati a questo fatto,
portando le sue prove o esercitazioni scolastiche che ha fatto nel Centro con
un buon profitto. Da lì si percepiscono gesti di felicità e di fiducia in se
stesso per esserci riuscito.
Nella scorsa relazione Vi abbiamo parlato delle
diverse proposte a cui partecipano i bimbi del Centro, fra cui: disegno,
folclore, scacchi, manualità, laboratorio ludico, chitarra.
In questa occasione, desideriamo mettere in rilievo
che i ragazzi che partecipano a queste attività, oltre ad imparare una tecnica
specifica trovano un’amicizia nei loro compagni che va oltre il Centro: un
rapporto significativo con i loro insegnanti che viene percepito come una
compagnia per la vita attenta alle loro particolari esigenze.
Una storia che ci racconta l’insegnante di
chitarra dimostra quanto detto prima; ci racconta
Victoria:
“Lucas è un bimbo di 9 anni, partecipa al
laboratorio di chitarra dall’anno scorso ed è stato assente solo una volta
previo avviso.
Poco tempo fa, Lucas mi ha chiesto che lo aiutassi
a cercare un ritmo con la chitarra per accompagnare i suoi compagni di scuola
con una canzone che loro stessi avevano creato. Dopo essersi allenato ed aver
deciso insieme quale poteva essere il ritmo corretto già era pronto per
presentarlo nella festa scolastica. Senza aspettare nessuna notizia, la
settimana dopo veniva la mamma di Lucas molto contenta perché nella festa suo
figlio aveva fatto bella figura. Inoltre mi ringraziò per avergli insegnato a
suonare la chitarra, ma non solo me, ma anche il Centro per rendere possibile
questo incontro. Inoltre mi raccontò che in ogni festa familiare, Lucas si
inserisce suonando qualche canzone, con la chitarra ed anche con il tamburo.
Sono momenti importanti, in famiglia, dove anche il Centro è presente”
Pre – plaza: un luogo per i giovani
É il nome che riceve il gruppo di giovani dai 13 ai 16 anni che frequentano il Centro Educativo. Durante questi mesi si sono svolte, ins