| FORMAZIONE PROFESSIONALE IN RUSSIA Come gestire un progetto sociale. Si parte dalla realtà e non da uno schema predefinito |
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Anche quest’anno Maksora, ONG partner di AVSI in Russia, ha organizzato, da febbraio a giugno, un corso di perfezionamento professionale per gli operatori sociali della città di Novosibirsk. I partecipanti, selezionati dall’Amministrazione comunale, erano per la maggior parte giovani. L’Amministrazione infatti, durante l’organizzazione del corso, ha manifestato l’esigenza di una formazione mirata in particolare alla gioventù, non ancora pronta a farsi carico di tutto il peso di gestione del sistema socio-educativo operante nel territorio. Il corso si è svolto presso la facoltà “Riqualificazione degli specialisti” della SAPA, l’Accademia Siberiana per la Pubblica Amministrazione, che a breve rilascerà un vero diploma che attesta la riqualificazione professionale del candidato secondo le norme della legislazione russa in materia. Il corso prevedeva lezioni teoriche e pratiche e la stesura di un progetto da parte di ciascun partecipante, da esporre e discutere durante l’ultimo incontro. Le lezioni sono state tenute da docenti russi e da docenti italiani. Quest’ultimi, provenienti in gran parte dal mondo del non profit e a loro volta gestori di opere, hanno raccontato in dettaglio la propria attività, mostrando video e fotografie, e spiegando la metodologia seguita in ciascuna di esse. Nel corso dell’ultima giornata ciascuno dei partecipanti ha presentato il proprio progetto e nel pomeriggio presso la sala comunale sono stati distribuiti i certificati di partecipazione rilasciati da Maksora e un kit didattico con tutto il materiale utilizzato dai docenti durante il corso. L’incontro è stato presieduto da uno dei dirigenti del dipartimento delle politiche sociali del Comune, la dott.ssa Svetlana Anatolevna Miller che, dieci anni fa, è stata a sua volta tra i primi a partecipare ai corsi di riqualificazione proposti da Maksora. La sua partecipazione è stata molto preziosa aiutando i partecipanti a precisare le proprie idee progettuali, mettendone in luce i difetti e gli aspetti non sufficientemente considerati, sia dal punto di vista economico che di contenuto. Ha insistito sulla necessità di evitare “doppioni”, cioè di utilizzare i servizi già esistenti per risolvere determinati problemi, e di concentrarsi sulla propria professionalità, senza farsi carico di settori non di propria competenza. Ha insistito sulla necessità di un approccio bottom-up anche all’interno degli stessi servizi sociali, possibile solo se gli operatori sono in grado di identificare i bisogni cui va trovata una risposta e di proporli all’Amministrazione centrale in modo chiaro e convincente. “Nel pomeriggio dedicato alla consegna dei certificati, – sottolinea l’équipe di Maksora - la Miller ha chiesto ai partecipanti la loro opinione sul corso, sulle materie trattate, sulle modalità di svolgimento. E ha insistito in particolare su ciò che l’aveva colpita quando aveva seguito le lezioni: è infatti innegabile una grande disparità tra la realtà non profit italiana e quella russa, sia dal punto di vista del metodo, sia da quello dei mezzi a disposizione. Premesso che la sfera dei servizi sociali, pubblici e privati, in Russia ha cominciato a svilupparsi da relativamente poco, ed è quindi scorretto paragonarla con la realtà europea, secondo la Miller è comunque utile identificare i suggerimenti che vengono dal mondo occidentale. In particolare, e con una certa autoironia, ha descritto il metodo russo in campo sociale, ancora molto volto alla soluzione immediata del problema. Si segue un implicito manuale di istruzioni che inevitabilmente non può tenere conto della persona che si ha davanti e neppure delle mille sfumature presenti in una situazione di difficoltà. “ “Ciò che invece mi ha incuriosito ascoltando l’esperienza italiana – spiega la Miller - era il fatto che gli operatori riflettevano su ciò che facevano. È quindi forte un fondamento “filosofico e anche religioso” nelle esperienze descritte, una “riflessione continua, in azione, che può anche portare a modificare le proprie decisioni, i comportamenti, le modalità di aiuto, che rende creativi”. È questo – a suo avviso – ciò che va imparato: flessibilità e creatività che partono da un’osservazione attenta della realtà e che la semplice applicazione di uno schema rende impossibili.” In definitiva, è stato esplicitamente riconosciuto l’utilità del lavoro che Maksora svolge da anni a Novosibirsk, sia come possibile supporto all’Amministrazione comunale e alla stesura di progetti, sia come esempio concreto di una diversa modalità di affrontare il bisogno. | |
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