SOSTEGNO A DISTANZA in UGANDA: parlano i protagonisti della Giussani High School

Pubblicata il 21 febbraio 2012

Luigi Giussani High School

In occasione dell’inaugurazione a Kampala della “Luigi Giussani High School” il 3 febbraio 2012, i colleghi di AVSI in Uganda Emmanuel Kintu e Francesca Celegato, hanno incontrato e intervistato i futuri protagonisti della scuola, che potranno studiare anche grazie al Sostegno a distanza.

Il 3 febbraio è stata inaugurata la “Luigi Giussani High School”, una scuola secondaria per 400 ragazzi di Kireka fatta con 32mila collane di carta riciclata realizzate dalle donne del Meeting Point International e distribuite da 1.300 volontari italiani degli AVSI Point, per le Tende, in azienda, tra amici, colleghi e in famiglia. Un’amicizia dell’altro mondo che il Sostegno a distanza permette di continuare.

Questa scuola, nata nel contesto di una delle zone più povere di Kampala, costituisce per l’intera comunità non solo una grande novità e un motivo di immensa gioia, ma anche la possibilità di sperare in un futuro migliore per le proprie famiglie.

Le caratteristiche della “Luigi Giussani High School” differiscono sostanzialmente da quelle delle altre scuole di Kireka e dell’intera Kampala e tutti, in particolar modo studenti e genitori, ne sono consapevoli e ne parlano con enorme fierezza e gratitudine; il rapporto che si instaura fra insegnante e studente, la partecipazione attiva delle famiglie, la qualità degli ambienti e dell’insegnamento fanno l’unicità di questa scuola.

I ragazzi che abbiamo incontrato hanno evidenziato soprattutto la particolarità della relazione che si viene a creare tra insegnante e studente, che va totalmente al di fuori degli schemi estremamente rigidi e formali tipici del sistema scolastico ugandese; il fatto che lo scopo del professore vada al di là della mera trasmissione di conoscenze e si concentri soprattutto sulla costruzione di un’amicizia, sulla condivisione di esperienze e sul “camminare insieme ai propri studenti verso la Verità”, costituisce un elemento rivoluzionario di cui i ragazzi hanno colto appieno il valore e l’importanza.

 “Questa scuola è unica nel senso che l’insegnante guarda a me come persona, come insieme di valori, esperienze, conoscenze e desideri, non solo come sua prigioniera. Mi insegnano come comportarmi per avere successo nella vita, come relazionarmi con le altre persone ed ad avere rispetto del prossimo”

Queste sono sono le parole di Vivian Shida, una delle ragazze che ha ricevuto il Battesimo il 2 febbraio 2012 presso la chiesa di San Mattia a Kireka, assieme ad una decina di altri futuri studenti della nuova scuola. Tutti vestiti di bianco attendevano in un clima di forte emozione l’inizio della Messa ed alcuni di questi, subito prima della celebrazione, hanno condiviso con noi  le loro sensazioni riguardo all’imminente esperienza di incontro con Dio e le aspettative riguardo al proprio futuro come studenti della neonata “Luigi Giussani High School” e come uomini e donne nel mondo; Kevin desidera diventare un ingegnere, John un politico, Stephen un dottore, Vivian prenderà i voti…

Questi ragazzi sono consapevoli della portata innovativa della loro scuola e del fatto che l’educazione che vi riceveranno sarà basata su un concetto radicalmente diverso rispetto a quello utilizzato negli altri istituti della città. Ecco l’idea di Kamurinde John, 17 anni:

“Educazione è il riconoscimento del proprio valore, l’acquisizione di conoscenze riguardo a tutti gli aspetti della vita. Qui vengo accompagnato nel mio percorso spirituale ed allo stesso tempo sto sviluppando un mio pensiero politico, diventerò qualcuno perchè sono stato trasformato dalla natura della mia scuola. Qui ho cominciato una nuova vita vivendo una realtà completamente differente”.

Alla cerimonia inaugurale  della scuola abbiamo colto l’occasione per catturare l’opinione della Preside, Suor Ngabirano Boniconcili:

“Nella scuola lavorano 19 insegnanti qualificati ed abbiamo laboratori di scienze ben attrezzati; gli studenti inoltre acquisiscono conoscenze e competenze nel contesto di un ambiente confortevole, che li fa sentire a casa propria. L’avventura della “Luigi Giussani High School” è stata resa possibile e continua ad essere tale grazie alla straordinaria amicizia con il Sostegno a distanza, il quale connette persone provenienti da diversi paesi con i singoli bambini. Riguardo al futuro di questa scuola desideriamo che costituisca un punto di riferimento, un luogo in cui gli insegnanti assieme agli studenti camminino lungo un percorso di crescita educativa e personale, nel quale le famiglie e l’intera comunità alla quale i ragazzi appartengono siano coinvolti in prima persona, come protagonisti”.

La presenza attiva della famiglia nel cammino educativo del ragazzo, quindi, gioca un ruolo fondamentale affinchè la sua esperienza scolastica si concluda con successo. Teddy Bongomin, in qualità di genitore e al contempo di collaboratrice del Meeting Point International di Kireka, è piena di gioia al pensiero che il duro lavoro di tante mani messe assieme per raggiungere un unico scopo ha trasformato il sogno, l’idea di una scuola, in realtà:

“Con speranza e fede credo che i nostri figli porteranno un cambiamento nella società in cui vivranno e che la nostra scuola costituirà sempre un esempio per l’intero paese ed un faro per la nostra comunità. La “Luigi Giussani High School” si preoccupa del benessere del ragazzo e tiene conto del suo intero essere. Agli studenti vengono forniti tre pasti al giorno, impossibili da ricevere a casa nella maggior parte dei casi, preparati con amore dal gruppo di mamme che si occupano della cucina; grazie al coinvolgimento nella vita della scuola degli adulti appartenenti alla comunità di Kireka si creano posti di lavoro utili a migliorare la condizione economica della famiglia di cui lo studente fa parte. L’educazione che il ragazzo riceve lo rende cosciente della persona  che è e di Chi l’ha creato, quindi anche l’orfano che ha perso tutto, che vede il proprio futuro buio, che è disilluso nei confronti della società e si sente inutile, qui verrà reso consapevole del suo enorme valore”.

Infine un’altra figura che segue da vicino i bambini e li accompagna nella loro crescita personale monitorando sia il loro progressi scolastici sia la situazione familiare, è quella dell’assistente sociale che lavora con il Meeting Point International nell’ambito del Sostegno a distanza. Uno di questi è Lukwiya Nicholas il quale si occupa dei bambini vulnerabili della comunità di Kireka, ormai diventati uomini e donne nel momento in cui fanno il loro ingresso nella nuova scuola.

“La bellezza di questo rapporto – spiega Nicholas – sta nel fatto che il ragazzo si esprime liberamente, creando un atmosfera di scambio reciproco, in cui i problemi quotidiani vengono risolti insieme e nel quale tutti sono coinvolti, assistenti sociali, insegnanti, studenti, madri, tutori e tanti amici provenienti da tutto il mondo che spesso vengono qui, a Kireka, per sperimentare quest’amicizia. Qui i ragazzi vengono educati ad apprezzare il fatto che i loro desideri non si esauriranno mai poichè l’essere umano in quanto tale è qualcosa di più grande di tutto il resto nel mondo e i desideri del suo cuore non possono essere esauditi se non da Chi l’ha creato. Grazie a questa consapevolezza uno studente della “Luigi Giussani High School” cresce con la curiosità di scoprire gli aspetti della vita spesso ignorati dalle altre persone”.

Nicholas ha costruito un forte legame fra sè e questi ragazzi dal momento che ha vissuto insieme a loro giorno per giorno un infinito dramma pieno di nuove esperienze e di scoperte.

“Grazie alla presenza dei genitori lungo tale percorso, questa scuola è riuscita a ricostruire le relazioni familiari rotte principalmente da vent’anni di guerra che ha imperversato nel nord del paese, contesto dal quale la maggior parte dei ragazzi proviene. Gli studenti sono parte della comunità, ed è quindi responsabilità della comunità occuparsi dei propri figli; in questo modo le tante famiglie diventano una sola grande famiglia nella quale ognuno viene abbracciato con amore. Gli studenti trasmettono a casa ciò che hanno imparato a scuola e in tale modo diventano un esempio per la famiglia e per l’intera comunità. Lo scopo della Luigi Giussani High School è quello di riuscire ad educare il cuore dei ragazzi in modo che tale cambiamento venga tramandato di generazione in generazione”.

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