Sostegno a distanza in Uganda – La storia di successo di Emmanuel
All’idea di aiuto, soprattutto se legata a terre povere, come buona parte dell’Africa, si associa sempre la sussistenza alimentare e le cure mediche. Il che è certamente vero e sono necessità decisamente fondamentali, ma che spesso non spostano, da sole, di una virgola il problema.
L’educazione e l’istruzione, il “far crescere l’umano” e non solo le sue cognizioni, sono altrettanto fondamentali. È per questo che AVSI da sempre dà particolare valore all’educazione e sostiene progetti che danno la possibilità ai beneficiari di formarsi e studiare. Ne è esempio la Luigi Giussani High School, la scuola secondaria che sorge nella baraccopoli più grande di Kampala e che accoglie e fa studiare 400 studenti, costruita grazie alle belle collane di carta riciclata create dalle mamme del Meeting Point International dell’amica Rose, distribuite da 1.300 volontari degli AVSI Point in tutta Italia.
A testimoniare l’importanza e l’impatto che può avere l’istruzione su un bambino prima e su un giovane poi, è la storia di Emmanuel Kintu, 28 anni, che vive a Kampala dove lavora presso l’ufficio del Sostegno a distanza di AVSI. La sua è una storia di successo nata proprio grazie all’amicizia di qualcuno che da lontano lo ha aiutato e gli ha permesso di crescere e studiare.
Emmanuel, infatti, è stato sostenuto a distanza per 16 anni da Anna Maria e grazie a questa lunghissima amicizia, costellata da notizie, biglietti di auguri e letterine ha avuto la possibilità di studiare dalle scuole primarie sino all’Università e scegliere un corso di laurea che gli permettesse di aiutare gli altri per poter divenire, proprio come racconta lui, “una persona con un ruolo importante nella società”.
Poco dopo la laurea in Studi Sociali e Amministrazione Sociale, Emmanuel ha iniziato la sua collaborazione con l’ufficio del Sostegno a distanza a Kampala come tirocinante per l’archiviazione dei materiali e documenti. Fin dall’inizio Emmanuel si è fatto apprezzare per la sua serietà nell’affrontare il lavoro e per le sue doti comunicative. Ciò gli ha permesso di diventare parte dello staff AVSI come Junior Program Assistant, incaricato di seguire la collaborazione tra AVSI e il Meeting Point di Kampala.
In una lettera Emmanuel racconta ad Anna Maria: “Amo questi bimbi del Meeting Point International perché sono per me come fratelli e sorelle e sono felice in mezzo a loro. Questo affetto trova le radici nell’aiuto, amore e attenzione che tu mi hai mostrato e senza i quali oggi sarei un “nessuno” nella società”.
Per tutto lo staff del SAD in Uganda è motivo di grande gioia sapere che un bambino che ha potuto accedere e proseguire i suoi studi grazie al Sostegno a distanza, sia riuscito a raggiungere dei così grandi risultati.
Ciò che è accaduto a Emmanuel potrebbe accadere di nuovo per i 400 studenti della nuova scuola di Kampala. Garantire un percorso educativo per questi giovani significa, infatti, dare loro la possibilità di crescere e accedere, nel futuro, anche all’università e quindi trovare un lavoro che li renda protagonisti nella realtà in cui vivono.
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