Italia chiama Kenya!
Un incontro davvero emozionante quello organizzato attraverso un video collegamento Italia-Kenya, tra gli alunni dell’Istituto Professionale “Michele Niglio” di Grumo Nevano (NA) e alcuni bambini del Kenya inseriti nel progetto di sostegno a distanza di AVSI.
Nonostante la connessione un po’ traballante e l’emozione, la conversazione è stata animata da tante domande, dalla curiosità reciproca e dall’interesse che gli studenti italiani e kenyoti hanno dimostrato gli uni per gli altri.
I ragazzi italiani si sono dimostrati davvero interessati al lavoro svolto da Antonio Masuri, che segue i rapporti tra sostenitori e bambini nell’ambito del progetto di sostegno a distanza in Kenya e che ha descritto le difficoltà e le tante soddisfazioni che vive ogni giorno. Ma soprattutto si sono dimostrati curiosi di comprendere la realtà che i bambini del Kenya vivono e, attraverso i loro racconti, sono rimasti molto sorpresi di scoprire quanto sia diversa la propria quotidianità!
Abituati alle informazioni che continuamente arrivano dai vari canali di comunicazione, televisione, internet, stampa, si ha infatti spesso l’illusione di sapere, di comprendere quale sia la realtà vissuta in altri luoghi del mondo.
Ma attraverso un contatto diretto, che può essere skype ma anche la corrispondenza che lega un sostenitore al suo bambino, si comprende quanto profondamente diversa sia la quotidianità di alcune regioni lontane da noi.
E inevitabilmente poi ci si appassiona, si vuole condividere. Così come è successo tra i ragazzi del Michele Niglio e i bimbi del Kenya, che hanno cantato gli uni per gli altri i propri canti tradizionali, soprattutto quelli natalizi, per condividere, scambiarsi un pezzetto della propria terra e cultura.
Un incontro che ha certamente arricchito tutti i partecipanti, come si comprende dalle parole di ringraziamento inviate dalla Prof.ssa Anna Leotta, dell’Istituto Michele Niglio, che ha organizzato assieme ad Antonio Masuri il video collegamento:
“Caro Antonio … i ragazzi sono stati molto contenti, perfino i bidelli hanno seguito con attenzione e interesse! Spero di poter ripetere l’esperienza qualche altra volta. Ti assicuro che aprire una finestra sul mondo, come ci permette Skype, è per i ragazzi qualcosa di stupefacente, che li aiuta a rendersi conto che il mondo non ha le dimensioni dei propri dintorni di casa”.
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