Doremì è stato adottato
Domitille de Pressensé, Motta Junior (“Le Storie Azzurre”), 2000, p.32, € 8,26
Scritto e illustrato da Domitille de Pressensé il racconto è toccato dalla grazia che spesso accompagna l’opera dell’autore unico. Che ha mezzi espressivi potenziati per trasmettere la sua fantasia e il suo messaggio.
Saggia, l’autrice sa quanto importante sia parlare d’altri per meglio capir se stessi, e d’accordo con Jarrel che aveva comunque molti altri intenti, si sposta e va lontano. Addirittura nel mondo delle fiabe. Dove è consentito che in una famiglia di draghetti possa trovare posto anche un esserino, Doremì, piccolo, morbido, bianco, del tutto differente da mamma, papà, parenti, amici.
Pastelli chiari, delicati, ironici, disegnano i personaggi del mondo in cui è stato portato Doremì, cercato in lungo e in largo e da un capo all’altro, con determinazione.
Con Doremì in casa, la felicità è raggiunta. Piccoli quadri a ricostruire l’inizio della storia. Eccolo Doremì nelle istantanee di babbo e mamma, dolce, vezzeggiato, sorridente, in mezzo ai suoi giocattoli, contemplato dai nuovi genitori, draghetti con gli occhi a palla, le squame verdi; il vestitino rosa l’una, i calzoncino azzurro l’altro.
Ma il tempo passa e l’idillio non dura. Perché c’è lo specchio e ci sono gli altri, al giardino, alla scuola, per strada. Doremì è diverso e adesso che è più grande lo sa.
Con grande acume e attingendo alla propria esperienza, Domitille de Pressensé che è anche mamma adottiva, ripercorre le tappe di difficoltà e dolore che ogni “diverso” conosce.
Io non sono uguale a te, mamma e nemmeno a te, papà, come potete amarmi se non sono vostro? E ancora, Gigi, Pippo, qualsiasi compagno anche senza nome, sono lì a guardarmi, per criticarmi, per darmi addosso. La disperazione, la rabbia, la ribellione, l’aggressività, la furia. La prova. I genitori sono messi a verifica, provocati in tutte le occasioni. Doremì è convinto di beccarli nella falla che deve aprirsi, certamente e da qualche parte, nel loro amore.
Tutti questi passaggi si esaltano nel testo, si sdrammatizzano nelle indovinate illustrazioni, andando a concludere una storia classica e prevedibile. Dopo la tempesta, non ultimo un vaso di raro pregio fracassato, arriva il sereno. Con l’accettazione, questo il pensiero finale di Doremì: “Non ho bisogno di somigliargli perché mi vogliano bene. Papà e mamma mi amano perché sono io, Doremì, e hanno scelto proprio me!”.
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